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Referendum, rischio brogli

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“Chi paga i 4 milioni di lettere spedite agli italiani all’estero da Renzi come propaganda per il Sì e a che titolo il capo governo italiano, che dovrebbe rappresentare tutti, fa propaganda elettorale all’estero per il Sì? Cosa ha intenzione di fare il governo per garantire la correttezza delle operazioni di voto all’estero, che secondo lo stesso direttore generale della Farnesina per gli italiani all’estero sono attualmente prive delle garanzie costituzionali di libertà e segretezza? Chi controllerà quelle votazioni? Chi vigilerà per assicurare che non vengano manipolati in particolare i plichi elettorali restituiti ai consolati perché non consegnati o perché stato impossibile reperire il destinatario?”. Lo afferma Loredana De Petris, capogruppo del Misto al Senato. “Abbiamo presentato questa interrogazione urgente – spiega – perché in un frangente così importante e delicato è fondamentale che ci siano massima trasparenza e correttezza. Al contrario, il voto degli italiani all’estero è al momento esposto a interventi truffaldini o a sbagli di ogni tipo. E’ preciso dovere del governo mettere il voto del 4 dicembre al riparo da ogni rischio di brogli o di errori e informare il Parlamento di cosa intende fare con la massima urgenza per sanare la situazione”.

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